Controlli non distruttivi: quale metodo per quale difetto
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Controlli non distruttivi: quale metodo per quale difetto

Livello III CND 5 dicembre 2024 7 min di lettura

VT, PT, MT, UT, RT: una panoramica dei principali metodi CND e dei difetti che ciascuno rileva al meglio.

Ogni metodo di controllo non distruttivo (CND) è ottimizzato per una specifica categoria di discontinuità. Conoscere i limiti di ciascuno è essenziale per definire un piano controlli efficace.

Difetti superficiali

VT (visivo) per discontinuità grossolane, PT (penetranti) per crepe superficiali su materiali non magnetici, MT (magnetoscopia) per crepe superficiali e sub-superficiali su materiali ferromagnetici.

Difetti interni

UT (ultrasuoni) per inclusioni, mancanze di fusione e cricche interne, anche su spessori elevati. RT (radiografia) per porosità e inclusioni gassose, particolarmente efficace su saldature di testa.